COTTO & BEVUTO TOUR: CANTINA DEI MONACI, AVELLINO

Il Cinico 21 giugno 2012 0

Siamo giunti alla seconda tappa della nostra gita per l’Italia attraverso le aziende produttrici di vino.
Dopo le splendide Marche e la cantina Umani Ronchi di Osimo, mi soffermerò, senza voler annoiare nessuno, ma cercando piuttosto di incuriosirvi, su una cantina del Sud Italia, per la precisione Campana.


 
I vini campani, almeno da noi in Emilia, erano stra-consumati a metà degli anni ’90, soprattutto grazie alle “colonie di pizzaioli partenopei”, che diciamoci la verità non sempre reperivano eccellenti prodotti dal territorio (andava molto di moda la frase…questo lo fa un mio amico e me lo manda su…), come se fare il vino in casa fosse un valore aggiunto…
Devo dire che dopo qualche anno di flessione i vini campani hanno ripreso un ottimo trend di vendite, con la Falanghina che da noi la fa da padrone, mentre qualche anno fa era il Greco di Tufo il re indiscusso di questi vini bianchi.
In realtà un problema ancora c’è. purtroppo i vini bianchi campani buoni costano, infatti i produttori di un certo livello se li fanno pagare, ed è per questo che troppi locali (pizzerie e ristoranti di pesce) ancora oggi ci rifilano prodotti scadenti, questo a discapito di quelle aziende che il prodotto lo lavorano con cura.
Ma torniamo alla cantina di oggi, ovvero la CANTINA DEI MONACI, situata ad Avellino, una delle zone più vocate dell’Irpinia nella produzione di uve, soprattutto a bacca bianca.
Tra i loro prodotti, oltre al Greco di Tufo, alla Falanghina del Beneventano e al Fiano di Avellino (CHE IN ENOTECA TROVIAMO A CORCA 10 € A BOTTIGLIA), troviamo il Santa Lucia, che è un aglianico (quindi rosso) che nasce a 450 metri sul livello del mare e viene raccolto (pensate) tra fine Ottobre e i primi di Novembre addirittura.
Altro grandissimo rosso (forse il migliore) che producono, il Taurasi docg, chiamato Monaco Rosso, vino che quando lo comperate lo potete anche dimenticare in cantina per anni…tanto è eterno. Questo Monaco Rosso fa un affinamento in TONNEAUX (botte piccola) e botte grande per 24 mesi e almeno altri 12 di affinamento in bottiglia.
Ma forse la vera punta di diamante di questa azienda oggi è il Greco di Tufo Decimo Sesto, una selezione delle migliori uve di Greco di Tufo, coltivate ad un’altezza di 350 metri sul livello del mare, vino che non fa affinamento in legno (forse il suo grande pregio…). Vino questo che sviluppa 13,5°, premiato con i “5 Grappoli” e il punteggio di 91/100 sulla guida DUEMILAVINI 2012.

CHIUDO INVITANDOVI (se non andate al mare…) VENERDI’ 22 GIUGNO AL MI VIDA PUB HOSTARIA (via Emilia Levante 139/c, Bologna) DEL NOSTRO AMICO BARONE, PERCHE’ LI POTREMO DEGUSTARE IN COMPAGNIA, MAGARI IN UN BEL CESTELLO CON IL GHIACCIO.
POTREMO BERE IL FIANO, IL GRECO E LA FALANGHINA, VINI CHE FANNO ESTATE.
COME DIRE…CI DARETE ANCHE UN VOSTRO PARERE SU QUESTA CANTINA DEI MONACI.
POTRETE TOCCARE CON MANO…ANZI, CON IL BICCHIERE.
NOI SAREMO LI’, E VI ASPETTIAMO VENERDI’.


 

 

 

 

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