COTTO & BEVUTO TOUR: RITORNO AL PASSATO. AZIENDA: CASTELLO DI SAN SANO

Il Cinico 7 luglio 2012 0

Questa settimana ho avuto la fortuna di essere ospite in una località a me molto cara, la Toscana e la sua zona del Chianti.Non è la prima volta che la frequento da turista enogastronauta…paesaggi bellissimi, prodotti alimentari sublimi e, soprattutto, patria dei grandi vini rossi.
Devo dire la verità che frequentando la zona si capiscono molte più cose, ad esempio ho potuto apprezzare l’escursione termica tra i 30 gradi al giorno e i 18 della tarda serata…caratteristica che probabilmente incide sulla struttura dei vini rossi della zona.
Io per l’esattezza ero nel comune di Gaiole in Chianti, nel fulcro del territorio del Chianti Classico, tra Firenze e Siena.
L’azienda di cui vi parlo in sintesi oggi si chiama CASTELLO DI SAN SANO (castellosansano.it/sito/frontend/1ita/index.php), situata nel borgo di San Sano a pochi km dal comune di Gaiole in Chianti, a circa 400 mt slm (borgo nato tra il 200 e il 300 d.C., conteso tra Firenze e Siena) quando sei sopra la collina dove ci sono i vigneti, circa 90 ettari vitati dei 230 totali, sembra di tornare al medio evo, con casette tutte costruite con lo stesso sasso (anche chi ristruttura usa lo stesso…), casette molto vicine, un panorama incantevole.
Ovviamente l’uva che fa da padrona è quella del Sangiovese Grosso (il Chianti è uva Sangiovese 100%), qualcosa di Cabernet e un po’ di Chardonnay, perché l’azienda fa anche uno Chardonnay 100% molto raffinato e di buonissima bevuta (noi ci abbiamo abbinato i pici cacio e pepe…).
Quello che mi ha impressionato, visitando i vigneti, molti rimpiantati in pochi anni, è la forte presenza di sassi, cosa che rende il terreno molto drenante in modo naturale.
Il lavoro svolto in questi anni da Rolando Bernacchini (resp. commerciale Gruppo Alimenta) e il suo staff, sull’azienda Castello di San Sano è stato enorme e mirato verso un unico e chiaro obbiettivo: creare un prodotto ottimo e riconoscibile.
Tornando alla linea dei loro vini, detto dell’ottimo Chardonnay in purezza (unico bianco dell’azienda), troviamo un Chianti docg che si chiama VIGNETO DELLA RANA, maturato in botti di rovere per 12 mesi e affinato in bottiglia per almeno 6 mesi. Diciamo che questo è il Chianti entry level dell’azienda, seppur molto buono.
Il loro Chianti docg è il tipico Chianti Classico, si beve bene, non è pesante, è un vino che a tavola accompagna le carni (io l’ho bevuto con la fiorentina di chianina, ma l’ho fatto per scrivere questo pezzo…qualcuno lo doveva pur fare… :) ).
Altro prodotto della gamma, ma non Chianti Classico, si chiama BORRO AL FUMO, fatto con 60% di Sangiovese e 40% di Cabernet, maturato per 15 mesi in barrique e affinato per 12 mesi in bottiglia (vino che ha preso 92 punti dalla rivista Wine Advocat nel 2006).
A questo punto non mi resta che parlare, e non l’ho lasciato per ultimo a caso, del GUARNELLOTTO, il loro Chianti Classico Riserva, fatto con il 90% di uve Sangiovese e 10% di Cannaiolo, vino eccelso che potete trovare in enoteca alla cifra (molto indicativa) di € 15/17 a bottiglia.
Lo so, la cifra non è abbordabilissima, ma potete provarla, magari una sera un po’ più particolare del solito, infondo vale come, o meno, di 2 biglietti del cinema…
Per finire vi ricordo che se vi fa piacere vedere o conoscere questa magnifica “Vallata del Chianti”, dove la vita sembra si sia fermata (nell’accezione positiva del termine), io ho soggiornato presso la ROCCA DI CASTAGNOLI (roccadicastagnoli.it/sito; info@roccadicastagnoli.com), ma in zona ce ne sono veramente tante altre…solo che qui son stato bene…!!
Il messaggio che volevo trasferire oggi era uno…il Chianti è tornato quello buono, adesso tocca a noi tornare a bere il buon Chianti!

 

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