HANSE E GRETA,VITA DI PROSECCO DOCG

Il Cinico 18 gennaio 2013 0

era una volta, in un borgo di Roma, una piccola roulotte a 4 posti, dentro ci vivevano 2 bambini con il loro padre e la loro mamma acquisita, poichè la mamma vera era morta 2 anni prima sul grande raccordo anulare, all’uscita 5.
I due bambini, molto belli e paffuttelli, amavano fare colazione con i taralli pugliesi e un bel bicchiere di prosecco di Valdobbiadene DOCG.
La loro mamma acquisita, che di nome faceva Eva, secca di questa abitudine costosina per la loro famiglia, tutte le notti litigava con il marito:
“Basta sai ….io ti porto a Forum, a Rete4, basta…vedrai il giudice Sante Lichieri cosa ti dirà, ti farà mettere i bambini in affido alle suore, non è possibile tutte le mattine mangiare i taralli, capisco un calice di prosecco DOCG, ma i taralli no…non vedi nelle pubblicità, tutte le famiglie normali mangiano i Tegolini o i Pan di Stelle!!”
Ubaldo, il padre, era stanco di questa vita, si recava tutte le mattina al lavoro, portava a casa il suo stipendio, guadagnava non più di 1000 euro al mese, lavorava per un imprese di autospurghi, insomma, un lavoro di merda!! Era molto solo, nessuno voleva stargli vicino per un aperitivo finito il lavoro, neanche al pub giallo lo volevano vedere, il gestore diceva che con la puzza dei suoi vestiti gli contaminava il buffet ricco di carboidrati.
La moglie Eva invece faceva qualche ora, puliva di tanto in tanto a casa di un famoso politico della Lega, di cui preferiva non fare il nome in giro, diceva solo che questo politico aveva un figlio con il soprannome di un pesce, niente di più, il segreto se lo conservava dentro sé, muta come una tomba.
Idue bambini, che avevano nonni tedeschi di Berlino, li avevano chiamati Hanse e Greta, tra l’altro all’anagrafe di Roma avevano sbagliato a scrivere il nome del bimbo, e sul suo documento era scritto Hansia.
Il 15 maggio del 2006, mentre si recavano a scuola, accadde l’imprevedibile, un auto blu di grossa cilindrata, con a bordo un politico e il suo autista, si fermò davanti a Hanse e Greta, gli mostrò dei dolcetti di Marzapane prodotti in Sicilia e gli disse:
“Bei bambini, vi piacerebbe mangiare tanti dolcetti come questi, vengono da Ragusa, ne ho di tanti tipi e colori, sono buonissimi, salite, salite, non abbiate paura, se venite con me vi faccio conoscere il mio bimbo, il trota”.
I bambini, che si sa, sono golosi, ma sopratutto curiosi, gli chiesero però:
“Signore, Signore, non è che ha anche un calice di prosecco DOCG a casa?, lo sappiamo, non si abbina molto bene con i dolcetti, ma a noi piace”;
al politico non sembrava vero:
“Certo bimbi, del prosecco ne ho finché volete, lo metto in nota spese al partito, che problema c’è, vi copro di cartoni di prosecco DOCG”,
e poi viene da una zona a noi amica.
A questo punto, l’autista del politico, dopo essersi fermato al distributore, aver preso i bollini della raccolta “fai da te” e aver messo in nota spese al partito il pieno di benzina, si diresse verso la fatidica casa.
I bambini erano entusiasti, mentre alla scuola la loro maestra aveva gia allertato Eva e Ubaldo dell’assenza da scuola dei loro figli, Ubaldo che stava lavorando in un tombino di scarico, sobbalzò,  e corse a casa a prendere Eva, che proprio in quel momento si era messa per la prima volta a cucinare la pasta e fagioli.
“Eva Eva dobbiamo correre alla Polizia, sono spariti i nostri bimbi, potrebbero essere finiti al campo nomadi, o peggio ancora all’Ipercoop, dobbiamo andare, dai!”
Eva allora si mise a fare la ceretta alle gambe e pensò che non sarebbe stata tutta questa tragedia in fondo, senza bimbi sarebbero state 2 bocche in meno da sfamare a casa, e lo stipendio sarebbe finalmente bastato anche per comperare il branzino da fare al sale grosso che per un motivo o l’altro non si erano mai potuti cucinare.
Ubaldo capito che Eva ne avrebbe avuto ancora per una buona mezz’ora con la
ceretta, prese la sua Fiat Tipo e si diresse alla Polizia per sporgere denuncia.
Intanto a casa del politico, i bimbi si erano messi a giocare con il trota, che aveva si 20 anni, ma non aveva studiato molto tranne un paio di anni al CEPU, giocavano con i Lego, perché almeno in quel gioco non c’era nulla da leggere, ma solo figure da guardare e mattoncini da montare.
Intanto Ubaldo nel andare al comando della Polizia più vicino, passò davanti alla villa del politico, e intravide davanti alla porta di questa villa, tanti cartoni di quel prosecco di Valdobbiadene DOCG che tanto piaceva ai suoi bimbi.
Allora, insospettito, fermò la macchina, scese e volle andare a suonare a quella porta con tanti cartoni di prosecco, suonò al campanello e si trovò davanti un burbero che gli disse:
“Mi dispiace signore, non raccomado più nessuno, se ha bisogno di lavoro deve andare a sentire al civico 24, lì si trova Clemente Mastellino, lui può fare qualcosa se ha bisogno”.
Nello stesso momento però Ubaldo sentì un urlo del figlio Hanse, che stava litigando con il trota, sosteneva che 5+1 facesse 12, no, non Hanse, il trota.
Ubaldo spalancò la porta, vide i bimbi, tirò un pugno al politico e corse in salotto, un salotto pieno di marzapane, briciole di pane e pizza, taralli e ovviamente prosecco.
“Su bambini andiamo,venite vi riporto a casa, e passo a denunciare questo orribile uomo, gli farò passare delle brutte giornate in cella”,
chiaramente non sapeva che il rapitore era un politico, e in cella non sarebbe mai potuto andare.
Arrivato a casa, dopo aver raccolto la multa che gli ausiliari del traffico nel frattempo gli avevano fatto davanti a casa del politico, Ubaldo raccontò tutto l’accaduto alla moglie, che così felice di rivedere i bambini non sembrava.
La notte seguente Eva fece una confidenza al marito:
“Sai tesoro, stavo pensando che se al politico fa tanto piacere avere dei bambini normali come i nostri, e lui se li può permettere, e non gli fa mancare niente, non sarebbe una cattiva idea quella di riportarglieli, in fondo lui può mettere tutto in nota spese, noi no”,
l’uomo sussultò:
“Ma porca Eva!! Come puoi pensare ad una cosa cosi??“,
la moglie lo portò, come sanno fare solo le donne, a miti consigli, e lui così le promise che il giorno dopo sarebbe andato a parlare con il rapitore.
Quando il politico vide Ubaldo entrare nel cortile di casa sua, prese il telefono in mano per chiamare rinforzi, pensando che Ubaldo fosse lì per vendicarsi, e invece:
“Sa signor politico, io e mia moglie ci abbiamo pensato, se lei vuole i nostri bambini perché lei è stato sfortunato e ne ha avuto uno sfigato, noi siamo disponibile a cederli, ovviamente non vogliamo soldi, non siamo mercenari, ci basta che lei ci garantisca 2 cose: un lavoro pulito per me e branzini freschi tutte le settimane”.
Al politico non sembrava vero, gli si aprì il cuore, fece subito 2 telefonate, anzi 3: chiamò il politico Mastellino per trovar all’uomo un lavoro, chiamò Turi il pescivendolo del mercato per i branzini, e la terza telefonata al suo porta borse per preparare la nota spese del tutto.
Il cerchio si era chiuso felicemente per tutti, Eva aveva i suoi pesci tanto sognati, Ubaldo aveva un lavoro pulito come da lui sperato, così poteva anche andare al pub giallo tutto profumato a fare l’aperitivo a base di carboidrati, e i bambini tanto prosecco Docg e marzapane. L’unico che era poco felice era il trota, ma lui non capiva, e con poco lo si rendeva felice ugualmente.
Evissero tutti felici e contenti…….

 

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