VENERANDI AL CINEMA: LES MISÉRABLES

La Fata Ignorante 31 gennaio 2013 1

Il regista britannico Tom Hooper, dopo il successo indiscusso de “Il Discorso Del Re”, torna a farci commuovere con l’attesissimo musical “Les Misérables” nonostante le tredici precedenti versioni cinematografiche e l’immortale spettacolo che detiene ogni record di incassi a Broadway dal 1980 ad oggi.
Sfruttando l’onda fortunata del genere musical, ed avvalendosi di Hugh Jackman come protagonista, che ha ammaliato i teatri con lo spettacolo “The Boy from Oz”, il film risulta essere il piacevole risultato di una buona fotografia unita alla già provata esperienza nei film storici e sorretto dalla storia di Victor Hugo dal cui romanzo è fedelmente tratto.

Grande valore aggiunto di questi 152 minuti cantati, sono le interpretazioni del protagonista (“X-men”) e di Anne Hathaway (“Il Diavolo Veste Prada”) per le quali si sono guadagnati nominations agli Oscar e Golden Globe, catturando appieno lo spettatore e trasportandolo davvero nella condizione di “miserabile”.

Siamo nella Parigi del 1815, dove il popolo è ancora in fermento per la restaurazione borbonica e gli animi sono accesi da idee antimonarchiche in conflitto col conservatorismo, responsabile di aver dato vita a gendarmi ottusi ed implacabili quali Javert (Russel Crowe) che passa la sua carriera nel tentativo di catturare Jean Valjean, già condannato a 19 anni come schiavo per aver rubato del pane. Già da subito iniziano i conflitti etico morali sulla dicotomia tra legge politica e legge divina, argomento caro ad Hugo per la recente riacquisizione del potere temporale da parte della chiesa. Il film è un corale susseguirsi di cadute nello stato di “miserabili” e di rivalse, di riscatti morali e di vittimismo. Jean Valjean riesce ad elevarsi al punto da diventare un sindaco amato e giusto, ma dovrà fare nuovamente i conti con la legge e e i suoi peccati e sarà costretto a scappare con la figlia di una sua dipendente, morta a causa della miserabile vita da prostituta intrapresa per mantenere la figlia. Si intrecciano a questo punto scene di rivolta cittadina a sospiri d’amore, canzoni patriottiche a duetti romantici.

Ci aspetta quindi una lunga riflessione sociopolitica mirabilmente accompagnata da musiche e canti….in inglese però!

Consigliato con i sottotitoli o ai madrelingua inglese.

Voto: 8+

 

One Comment »

  1. imperturbabile 1 febbraio 2013 at 09:15 - Reply

    che cistata tremenda

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