M4: SPAVENTOSAMENTE NASCOSTI E…DIMENTICATI

Bruno Galazon Manzoni 22 febbraio 2013 0

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Io amo questa generazione di giochi, parlo seriamente. Alcuni dei migliori titoli che abbia mai giocato, e alcuni dei più emozionanti IP sono emersi proprio dall’era della PlayStation 3, Xbox 360 e Nintendo Wii. La cosa migliore è che non è ancora finita, ci sono un sacco di giochi con un potenziale incredibile che si apprestano ad affacciarsi sul mercato in questo 2013. Certo devo ammettere che non è stato tutto rose e fiori, anzi ci sono due generi di giochi che non sono riusciti a trovare il giusto spazio in questa generazione. Provate ad indovinare di quali generi di giochi sto parlando. Se avete pensato agli Horror game e agli Stealth game, avete ragione. Purtroppo il numero di grandi giochi horror o stealth che abbiamo avuto negli ultimi sei anni si può contare con le dita di una mano. Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots si trova indubbiamente in cima a questa ipotetica piramide seguito da Deus Ex: Human Revolution, Dishonerd e possibilmente Hitman: Absolution, anche se la sua imperfetta meccanica t non ha permesso di classificarlo uno stealth a tutti gli effetti. Deus Ex è stato forse quello che più ha incarnato il senso di furtività dopo ovviamente MGS4. Qualcuno potrebbe pensare di inserire anche il primo Assassin Creed, ma personalmente non ritengo che possa essere considerato un vero e proprio stealth.

Approfondendo però il discorso riguardo i veri giochi “invisibili” si ha come la sensazione che l’intero genere si sia accomodato sul sedile posteriore dell’auto lasciando campo libero a tutti quei giochi che hanno adottato lo “stealth” semplicemente come una possibilità, piuttosto che come obiettivo principale di un gioco. Ripensando ai grandi titoli stealth del passato come Metal Gear Solid, i primi capitoli della serie Hitman e Thief si viene avvolti da un’inevitabile velo di tristezza. Quei giochi richiedevano un meticolosità ed una precisione di esecuzione ben lontani dagli standard attuali.

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Se i giochi stealth hanno subito un brusco rallentamento i giochi horror rischiano praticamente l’estinzione. Onestamente faccio fatica a pensare qualche titolo che possa rientrare nella categoria dei giochi che ti fanno saltare dalla sedia. Forse tra tutti Silent Hill: Downpour, è stato quello che più si è avvicinato grazie ad alcune grandi idee e qualche momento di “piacevole” orrore, ma non si può certo definire un top della gamma horror. Purtroppo, per tutti gli appassionati del genere, Dead Space, che basava il suo successo su un ambientazione claustrofobica e gli immancabili non morti, ha perso il senso di orrore a metà strada o forse tre quarti nel gioco. Il primo capitolo era fresco ed innovativo grazie a delle buone intuizioni, ma i suoi sequel hanno percorso una via decisamente lontana da quella dell’horror, fino ad arrivare ad una svolta quasi action nell’ultimo capitolo. E questa è la fine della lista per me. La speranza di rigiocare un gioco horror che riesca a restare impresso nella mente dei giocatori è rivolta comunque verso la scena indie, in fermento per quanto riguarda i “giochi paurosi”, pronta a lanciare sul mercato alcuni horror di qualità.

Sinceramente è facile ripensare al passato e dire che le cose erano diverse, usando magari qualche vecchio detto come: si stava meglio quando si stava peggio. In questo articolo invece mi piacerebbe analizzare le ragioni per cui gli Stealth egli Horror sono praticamente diventati prodotti per mercati di nicchia.

Innanzitutto nel mainstream, sì oso il termine, ci sono migliaia anzi milioni di persone, sfortunatamente però non sono certo desiderose di tuffarsi in un grande horror o un titolo “furtivo”, sono lì che anelano e bramano di mettere le mani sull’ultimo gioco d’azione uscito sul mercato, Call of Duty ad esempio . Inevitabilmente sia gli sviluppatori sia i publisher tripla A sicuri di ottenere un sicuro incasso non sono disposti a rischiare l’investimento lanciando nuovi progetti dal sapore revival. Le softco però consapevoli del fatto che tra i giocatori esiste ancora una buona fetta di appassionati di horror e stealth, inseriscono alcuni feature che tendono a scimmiottare titoli, che hanno riscosso grande successo in passato, con la speranza di accaparrarsi più utenza possibile. Tuttavia, questi esperimenti generano degli ibridi che non sempre riescono a soddisfare i palati più fini, Dead Space ne è un esempio lampante.

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Un’altra causa, a mio avviso, che ha spinto il genere horror e quello stealth in angolo è stata la mancanza di libertà creativa degli sviluppatori che lavorano per i grossi editori del settore come EA o Activision. Come si può intuire, i veri giochi horror e stealth richiedono una grande quantità di creatività, immaginazione e design di alto livello per arrivare ad essere considerati top di gamma . Non sto dicendo che i giochi d’azione sono facili da fare o qualcosa di simile, ma sto dicendo che un buon horror, o un buon gioco furtivo, sono sicuramente più difficili, e più rischiosi da fare. Proprio la maggiore libertà degli sviluppatori Indie permette loro di correre qualche rischio in più e quindi affrontare questa nicchia. Ad esempio un gioco indie chiamato Outlast, attualmente in fase di sviluppo, può contare su una squadra composta da veterani che hanno lavorato a progetti come Prince of Persia, Splinter Cell, Assassin Creed e Uncharted. Queste stesse persone, se assunte da uno degli sviluppatori Tripla A non avrebbero di certo avuto la possibilità di lavorare ad un progetto del genere.

È veramente triste vedere che due generi ,in grado di divertire schiere di giocatori, si siano posizionati alla base della gerarchia, depositandsosi sul fondo del barile proprio durante una generazione video ludica piena di possibilità e tanta qualità. Anche se mi ero ripromesso di non farlo per questa volta concedetemelo “mi manca il passato”.

 

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