QUARTO SPETTACOLO: BELLAS MARIPOSAS

Jack 26 marzo 2013 0

bellasGli strani casi della vita.
Decidere alla fine di parlare(/vi) di un film introvabile; uscito a ottobre nella sua (terra natia) Sardegna in sole 5 sale, e approdato “in penisola” solo a gennaio di quest’anno (e non poi in molte più sale, mi sa); che molto probabilmente non riuscirete a vedere mai, pur essendo stato premiato a Venezia e a Bari pochi giorni fa (miglior sceneggiatura, fotografia e attrice femminile, ex equo per le due giovanissime protagoniste); di cui non esiste DVD o Blu Ray in commercio; dalla voce di Wikipedia ancora in “abbozzo”; e che manco lo streaming più pirata sa cosa sia. E farlo non per cattiveria o stupidità, ma solo per voler tentare di condividere quel senso stupendo di meraviglia provato.

Come una farfalla che ti incanti a guardare.
Non gli avrei dato 2 lire all’inizio (anche se per vederlo alla fine ne ho sborsate ben di più, a pensarci bene), poi invece gli ho regalato uno strato di pelle a forza di applaudirlo (il film e il cast a pochi metri dalla mia poltrona)!
Sono gli strani casi della vita.
Un giorno cominciato prima ancora che il Sole decidesse di farsi vedere, nella fase di penombra, con (sole) 2 ore di sonno alle spalle, e di corsa, perché il treno non aspetta gli sbadigli.
Poi l’arrivo in laguna, e il vaporetto fino al Lido, con il caldo che inizia a farsi sentire, perché da pochissimo è finito agosto e da camminare ce n’è non poco.
A salvataggio la furba entrata nell’albergo vip a regalare refrigerio e riposo (non troppo che poi la palpebra vuole calare). Hall 4 stelle piena di fotografi, imbucati (ehm, sento fischiarmi le orecchie), giornalisti, e parastar (come quel tizio, in là con gli anni diciamo pure, che è tra nel pubblico di qualunque show televisivo…oramai senza nome, solo una faccia) pronte a scattare in piedi e farsi fotografare avvinghiato allo stacco di coscia-sei metri di turno di passaggio.
Lì, nella totale desolazione dell’hotel, probabilmente, sbagliato arrivano loro, a un certo punto, in equilibrio su tacchi messi (sembra) per la prima volta, truccate che manco a Carnevale (quasi), e non abituate a vestiti così corti, seguite (oltre che dai genitori) da uno che sembrava lisciarle manco fossero di Hollywood…e io penso: ma guarda ste qua! Ma quanto se la tirano?! (mi sa che non l’ho solo pensato!).
Star di 12 anni sembravano, bambine cacciate in abiti da vamp: esaltate arrivate lustrate di tutto punto per farsi notare al Festival (giudicate voi). Sembravano.
e0f95b5ee4c76dafbba16868302e056fLa giornata continua e finalmente arriva il film, perché sennò che cavolo c’ero a fare a un Festival?!
Bellas Mariposas, film sardo (e mezzo in sardo), scelto perché l’unico all’orario giusto, quello più in linea col non perdere l’ultimo treno utile per un più comodo rientro.
Entrata in sala, ricerca del miglior posto, lascio la scelta a chi più “pratico”, e finiamo a poche poltrone da quelle riservate al cast.
Sono gli strani casi della vita.
Rieccole. Sempre in equilibrio (che pare) precario. Non esaltate in cerca di foto, ma attrici e pure del film proiettato proprio all’orario giusto.

E’ stato così bello ricredermi, ve lo assicuro.
Autosmerdarsi (si può usare un termine del genere?!). Alzarsi in piedi e applaudir(le) per 10 minuti buoni, con tutta la sala in piedi ad applaudir(le), per 10 minuti buoni.
Così diverse fuori da film, costrette in abiti che non sembrano proprio loro, ma così incredibili nella loro pellicola di esordio.
A detta di molti il “miglior film visto fino a quel momento al Festival”.
Una ventata d’aria fresca (e sarda) di sicuro. Originale assolutamente, dalla scrittura coraggiosa e ben (non) punteggiata, e loro due a reggere, magnificamente, l’intero palcoscenico.

Le riuscite a riconoscere?!
Potete credere siano le stesse due della foto?

La trama
Cate (Sara Podda, la ragazzina castana chiara nel film e colle scarpe rosse nella foto) ha 11 anni: tanti fratelli, due nipotinini e un padre pezzemmerda: sogna di fare la cantante, vorrebbe andarsene dal quartiere e sa che non finirà come la sorella Mandarina (rimasta incinta a 13 anni) o come Samantha, la ragazza “facile” del condominio. Cate ama Gigi, un coetaneo vicino di casa, che però oggi, 3 agosto, rischia di morire per mano di Tonio (fratello maggiore di Cate). Ma oggi è anche il giorno più lungo per lei e l’amica del cuore Luna (Maya Mulas, mora nel film e bionda nella foto da donna in posa). Dall’affollato giardino di cemento al mare, perché solo quando nuota Cate dimentica di tutti i problemi, poi il ritorno a casa, dopo un gelato (e non solo) in centro, e l’arrivo della Coga Aleni (una poco convincente Micaela Ramazzotti, unica pecca del film), maga che legge il futuro e che cambierà le loro vite, forse, per sempre.

Cercatelo, spulciate ogni cineclub della vostra città, cercate online un DVD che speriamo un giorno arrivi, perché ne vale assolutamente la pena. Perché è un film da (10 minuti buoni) d’applauso!

 

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