SONGSTELLER: “LITTLE BLACK SUBMARINES”, THE BLACK KEYS

Pretend Rocker 12 gennaio 2013 0

Cold beer, good food, game room e… The Black Keys con la loro “Little Black Submarines”.
Eccomi di nuovo tra voi, piccoli ma grandi Rockers, per parlarvi “sempre e solo” di musica. Sono alla nona uscita e, per un numero così importante, ci voleva qualcosa di forte. Nella simbologia esoterica questo numero significa generazione (nove sono i mesi della gravidanza) e reincarnazione; ed è quello che hanno fatto i due componenti di questa band di Akron, Ohio, USA. “El Camino”, settimo album pubblicato il 6 dicembre 2011, debutta posizionandosi da subito al secondo posto nella Billaboard 200, mentre nel febbraio 2012 è certificato oro. Grandi soddisfazioni per Dan Auerbach e Patrick Carney, guidati dal produttore e musicista americano Danger Mouse , il quale è riuscito, una volta ripuliti i suoni, a mantenere la volontà del gruppo, riportando in auge i suoni garage anni ’60.

Quarto estratto lanciato l’8 ottobre 2012, quarta traccia dell’album, il demo è stato registrato quattro volte prima che i componenti del gruppo fossero pienamente soddisfatti del risultato. Il pezzo è composto da due momenti, di cui il secondo è naturale conseguenza del primo. Non solo. L’eclettico movimento di “Little Black Submarines” è anche ciò che meglio rappresenta le performance live della band americana: proporre sonorità vintage plasmandole in base alle proprie necessità, non è infatti una cosa che tutte le band si possono permettere e in poche hanno osato tanto. Numerose sono le recensioni che sottolineano la bravura dei The Balck Keys ad attingere alle sonorità della celeberrima band avanguardista dell’hard rock, Led Zeppelin, catapultandole fino ai giorni nostri. Tutto questo ha addirittura permesso al pezzo di aggiudicarsi il diciottesimo posto nella classifica delle più belle canzoni per l’anno 2012.

Il video è il montaggio della loro performance live nel Springwater Supper Club and Loung, storico bar in Nashville, Tennessee. Diretto da Danny Clinch, la storyline è stata mutata e modificata in corso d’opera a favore di una più convenzionale performance video, realizzata alla presenza di una cerchia ristretta di fun. Colori filtrati e contrastati, chitarre e abbigliamento in modalità seventies, un bar icona per eccellenza di una delle città statunitensi più importanti dal punto di vista musicale e The Black Keys, per una manciata di minuti, ci riportano senza troppe pretese a rivivere (o a rigenerare/reincarnare) un dimenticato rock da scantinato. Non indugio oltre, in questo periodo di impegnative feste, grandi tavolate e cervellotici regali, vi apro un piccolo ma funzionale varco, in cui potervi scrollare di dosso tutte le formalità censite dal commerciale periodo Natalizio e respirare… rock!
Peace and Love dalla vostra Pretend Rocker.

“In Little Black Submarines di Dan Auerbach, Patrick Carney e Danger Mouse, per la regia di Danny Clinch, suonano e cantano The Black Keys”.

LITTLE BLASK SUBMARINES PICCOLI SOTTOMARINI NERI
   
Little black submarines
Operator please
put me back on the line
told my girl i’d be back
operator please
this is wrecking my mind.
Piccoli sottomarini neri
operatore, per favore
rimettimi in linea
ho detto alla mia ragazza che sarei tornato
operatore, per favore
questa cosa mi sta snervando.
   
Oh, can it be
the voices calling me
they get lost and out of time.
I should’ve seen it glow
but everybody knows
that a broken heart is blind
that a broken heart is blind
Oh, è possibile
le voci mi stanno chiamando
si sono persi e il loro tempo è scaduto.
Avrei dovuto vederlo brillare
ma lo sanno tutti
che un cuore infranto è cieco
che un cuore infranto è cieco
   
Pick you up, let you down
when I wanna go
to a place I can hide
you know me, I had plans
but they just disappeared
to the back of my mind
Ti tiro su, ti lascio a terra,
quando voglio andare
in un posto in cui potermi nascondere
mi conosci, avevo dei progetti
ma sono appena spariti
nei meandri della mia mente
   
Oh, can it be Oh, è possibile
   
The voices calling me
they get lost and out of time.
I should’ve seen it glow
but everybody knows
that a broken heart is blind
that a broken heart is blind
Le voci mi stanno chiamando
si sono persi e il loro tempo è scaduto.
Avrei dovuto vederlo brillare
ma lo sanno tutti
che un cuore infranto è cieco
che un cuore infranto è cieco
   
Treasure maps for…
Operator please
call me back when it’s time
stolen friends and disease
operator please
pass me back to my mind
Mappe del tesoro per…
Operatore, per favore
richiamami quando è il momento
amici rubati e malattia
operatore, per favore
ripassami la mia mente
   
Oh, can it be
the voices calling me
they get lost and out of time.
I should’ve seen it glow
but everybody knows
that a broken heart is blind
that a broken heart is blind
that a broken heart is blind
that a broken heart is blind
Oh, è possibile
le voci mi stanno chiamando
si sono persi e il loro tempo è scaduto.
Avrei dovuto vederlo brillare
ma lo sanno tutti
che un cuore infranto è cieco
che un cuore infranto è cieco
che un cuore infranto è cieco
che un cuore infranto è cieco

 


Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Little_Black_Submarines
http://en.wikipedia.org/wiki/The_Black_Keys
http://en.wikipedia.org/wiki/El_Camino_(The_Black_Keys_album)
http://en.wikipedia.org/wiki/Danger_Mouse
http://www.nme.com/reviews/the-black-keys–3/12523
http://www.americansongwriter.com/2011/11/the-black-keys-brothers-in-arms/3/
http://www.spin.com/reviews/black-keys-el-camino-nonesuch
http://www.rockandmetalinmyblood.com/recensioni/THE-BLACK-KEYS—El-Camino/2011—NONESUCH/655/
http://stordisco.blogspot.it/2011/12/black-keys-el-camino-recensione.html#.UOh5b2_aWSo


 

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