SONGSTELLER: “ONE DAY / RECKONING SONG”, ASAF AVIDAN & THE MOJOS

Pretend Rocker 27 ottobre 2012 3

Here we go again… Benvenuti bramosi Rockers!
Ho deciso di accettare la sfida che mi è stata lanciata la scorsa settimana da un fedele lettore del Mi Vida Times e in particolare della rubrica Songsteller: tradurre “Reckoning Song”[1]; ma soprattutto trovare qualcosa da raccontarvi circa il suo autore, Asaf Avidan. Bene, sedetevi comodi; il viaggio sta per iniziare!
 
Ci troviamo nella contesa Città Santa, è il 23 marzo del 1980: una coppia di diplomatici che lavora all’interno del Ministero degli Affari Stranieri, mentre cerca di gestire il controverso status di Gerusalemme, festeggia la nascita del loro bambino, Asaf Avidan , il cantautore e musicista israeliano che da agosto sta imperversando sulle radio di tutto il mondo con il brano One Day/Reckoning Song (Wankelmut Rmx). Fin da subito, il destino di questo cucciolo d’uomo è segnato dal suo nome: tratto dall’Antico Testamento, Asaf[2] era il cantore al tabernacolo; e proprio nella musica il nostro protagonista cresce, imparando a suonare la chitarra, il pianoforte e l’armonica; viaggia tra paesi esotici, lontani e stranieri[3], assorbendo le diverse sonorità, senza per questo abbandonare il suo jewish music background[4]. Asaf è un artista a tutto tondo: terminato il servizio militare obbligatorio in Israele, studia animazione e con il cortometraggio Find Love Now vince una categoria alla Haifa Film Festival. Rimane comunque la musica il suo primo amore. Verso la fine del 2006, Avidan assembla una band, The Mojos[5], che lo accompagna nel suo tour acustico per tutta Israele; diventano molto famosi – quasi esclusivamente in questo stato – ma nel 2007 sbarcano a New York City e arrivano ad ottenere un contratto di tre anni con la Sony-Columbia che gli permetterà di girare per il Nord America, Europa e Asia. A settembre di quest’anno, con la High Fidelity Lable[6] e senza più i The Mojos al seguito[7], Asaf continua la sua carriera affiancato da una complessissima band che comprende dal violoncello, alla chitarra elettrica, passando per le percussioni assieme alla batteria, ma abbandonando il basso.
 
The JerusalemPost descrive così la sua ultima performance avvenuta a fine settembre: “il nuovo materiale [musicale], nonostante il suo orientamento groove e supporto elettronico, entra nel vivo del palco con una band che di base rimane rock, sebbene manchi un basso… augurando a tutti una Shana Tova[8], Avidan lascia il palco dopo un’ora e mezza, con il suo mojos ancora decisamente intatto”.
Se vi ho incuriosito almeno un po’ su questo particolare cantautore, vi segnalo che a dicembre solcherà i palcoscenici italiani: Bari il 1/12 al Medimex, Roma il 4/12 al Parco Della Musica, Bologna il 5/12 al Circolo Arci Zona Roveri e, infine, Torino il 6/12 all’Hiroshima Mon Amour.
 
Entriamo nel vivo della canzone e, nello specifico, nella sua versione originale. Letteralmente, “Reckoning song” è la “canzone sulla resa dei conti”: i testi di Asaf spiccano per la loro malinconia, per il senso di vuoto, di abbandono, di amore perduto; anche in questo caso, ci imbattiamo in una ballad amara e decisamente folk-rock. Quinta traccia dell’album The Reckoning del 2008, prodotto dallo stesso Avidan sotto la lable Telmavar, il brano è stato remixato[9] dal dj tedesco Jacob Dilßner, meglio conosciuto come Wankelmut, che ha reso così famoso il musicista israeliano anche qui da noi, in Europa. Preparato il 22 giugno 2012 all’uscita del singolo, diretto da Daniel Franke e Sander Houtkruijier, con la performance di Voin de Voin, Stephanie Ballantine, Blagoy Blagoev, il videoclip racconta le avventure di un gruppo di ragazzi on the road, in una Berlino dei divertimenti che non fa differenza tra il giorno e la notte; dove la trasgressione, il divertimento, la libertà e l’amore se ne fregano dei canoni socialmente e culturalmente riconosciuti e condivisi. Quando a nessuno interessa come sei, l’emozione e il suo essere sentitamente sincera sono le uniche cose che contano veramente.
 
“In The Reckoning Song unplugged version di Asaf Avidan, Asaf Avidan and The Mojos”
 


NOTE

[1] Ovviamente la versione originale.

[2] Letteralmente significa “colui che raccoglie”.

[3] Ha vissuto per quattro anni anche in Giamaica.

[4] http://leadel.net/talks/arts-entertainment/asaf-avidan-tedxtelaviv: vi suggerisco questo link, dove Avidan spicca sia nel canto che nella sua personalità, per la grande capacità di intrattenere, spiegare i propri testi e musiche, di mescolare in modo armonico e naturale strumenti, suoni e voci che possono invece sembrare appartenere a mondi diversi. È ascoltando questo brano che ho definitivamente preso atto che chi definisce la sua voce simile a quella di Janis Joplin, ha tremendamente ragione!

[5] Il termine mojos deriva dal Hoodoo ed è collegabile al mojuba, preghiera di ringraziamento e lode. Verso gli inizi del 1900, il termine è stato assorbito dalla cultura inglese, mutandone il significato. A oggi, nel mondo del blues e del r’n'r, è usata per indicare la libido e l’orgasmo sessuale maschile – come ci insegna Jim Morrison in L.A. Woman: Mr. Mojo risin’… got to keep on risin’…

[6] A gennaio 2013 è prevista l’uscita del nuovo album Different Pulses.

[7] La rottura è avvenuta nel 2011 durante il tour estivo.

[8] È l’augurio che si fa ad amici e parenti per l’inizio del nuovo anno; per il calendario ebraico, il capodanno di quest’anno è caduto il 17 e 18 settembre (primo e secondo giorno) e, per l’esattezza, hanno appena festeggiato l’ingresso nell’anno 5773.

[9] Prodotta da Dj Wankelmut, Avidan e Ori Winokur dalla FourMusic, Comlumbia Records, Sony oltre alla Telmavar stessa.


ONE DAY / RECKONING SONG
UN GIORNO / CANZONE SULLA RESA DEI CONTI
   
No more tears, my heart is dry
I don’t laugh and I don’t cry
I don’t think about you all the time
But when I do – I wonder why
Non ci sono più lacrime, il mio cuore è arido
Io non rido e non piango
Io non penso a te tutto il tempo
Ma quando lo faccio – Mi domando perché
   
You have to go out of my door
And leave just like you did before
I know I said that I was sure
But rich men can’t imagine poor
Tu devi uscire fuori dalla mia porta
E lasciarmi proprio come hai già fatto prima
So che ho detto di esser sicuro
Ma gli uomini ricchi non possono immaginare la povertà.
   
One day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old
And think of all the stories that we could have told
Un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
E penseremo alle storie che avremmo potuto raccontare
   
One day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old
And think of all the stories that we could have told
Un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
E penseremo alle storie che avremmo potuto raccontare
   
Little me and little you
Kept doing all the things they do
They never really think it through
Like I can never think you’re true
Piccolo me e piccola te
Abbiamo continuato a fare tutte le cose fanno gli altri
Non ci pensano davvero in fondo
Come io non potrei mai pensare che tu sia sincera
   
Here I go again – the blame
The guilt, the pain, the hurt, the shame
The founding fathers of our plane
That’s stuck in heavy clouds of rain
Eccomi di nuovo – a incolparmi
Il senso di colpa, il dolore, la ferita, la vergogna
I padri fondatori del nostro aereo
che è bloccato tra pesanti nuvole di pioggia
   
One day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old
And think of all the stories that we could have told
Un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
E penseremo alle storie che avremmo potuto raccontare
   
One day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old
And think of all the stories that we could have told
Un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
E penseremo alle storie che avremmo potuto raccontare
   
One day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old
And think of all the stories that we could have told
Un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
E penseremo alle storie che avremmo potuto raccontare
   
I said one day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old
Shall baby we be old?
Oh baby, we’ll be old
Shall baby we be old?
Shall baby we be old?
Baby we’ll be old
Baby
Little pretty baby
Pretty little baby
Shall baby
Little pretty baby
Baby baby
Ho detto un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
Saremo vecchi tesoro?
Oh tesoro, saremo vecchi
Saremo vecchi tesoro?
Saremo vecchi tesoro?
Tesoro noi saremo vecchi
Tesoro
Piccolo bel tesoro
Bel piccolo tesoro
Saremo tesoro
Piccolo bel tesoro
Tesoro tesoro…
   
One day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old
And think of all the stories that we could have told
Un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
E penseremo alle storie che avremmo potuto raccontare

 


Fonti:
http://www.youtube.com/watch?v=A16VcQdTL80&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=KRAMNWzfjcg
http://it.wikipedia.org/wiki/Asaf_Avidan
http://www.asafavidanmusic.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/One_Day/Reckoning_Song
http://www.jpost.com/ArtsAndCulture/Entertainment/Article.aspx?id=285592
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3643518,00.html
http://www.6lyrics.com/asaf_avidan-biography.aspx
http://www.haaretz.com/news/israeli-rocker-asaf-avidan-signs-on-with-sony-columbia-records-1.281883
http://www.sorrisi.com/2012/08/16/un-mondo-di-musica-alla-scoperta-delle-canzoni-piu-scaricate-paese-per-paese-16-agosto-2012/
http://www.soundsblog.it/post/58875/asaf-avidan-feat-the-mojos-one-day-reckoning-song-ascolta-la-canzone-e-guarda-il-video
http://bibliotecadisraele.wordpress.com/2012/09/14/shana-tova%D7%A9%D7%A0%D7%94-%D7%98%D7%95%D7%91%D7%94/
http://leadel.net/talks/arts-entertainment/asaf-avidan-tedxtelaviv
http://it.wikipedia.org/wiki/Status_di_Gerusalemme


 

3 Comments »

  1. Pretend Rocker 29 ottobre 2012 at 11:10 - Reply

    il link per la fantastica versione live!

    http://www.youtube.com/watch?v=A16VcQdTL80

  2. Tania 1 novembre 2012 at 14:48 - Reply

    La versione remixata riesce a dare un’interpretazione diversa eppure pertinente, ma la versione originale è davvero struggente e secondo me non si batte!

  3. Pretend Rocker 2 novembre 2012 at 16:50 - Reply

    Sono pienamente d’accordo con te: ciò che riesce a dare e trasmettere nella versione originale, è mille volte più forte della versione remix!

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