VENERANDI AL CINEMA: DJANGO UNCHAINED

La Fata Ignorante 17 gennaio 2013 0

Acclamato dalla critica e campione di incassi, esce il 18 gennaio anche in Italia l’imperdibile “Django Unchained” col quale il regista Tarantino dà il suo definitivo omaggio ai suoi tanto amati spaghetti western e all’ Italia in genere, richiamando il vecchio “Django” di Corbucci del 1966 e scomodando Ennio Morricone in persona per la colonna sonora.
Ma in perfetto stile tarantiniano, questo film si allontana dal solito western per racchiudere in sè un’inaspettata varietà di stili, citazioni ed influenze dal mondo del cinema.

Lo schiavo Django, Jamie Foxx, viene liberato da un cacciatore di taglie, Christoph Waltz, che lo aiuta nella sanguinosa missione di liberare la moglie Broomhilda dalle grinfie del perfido Leonardo di Caprio.
Non a caso siamo nel 1858, cioè due anni prima della Guerra Civile americana, e non a caso il fedele compagno dello schiavo nero è di nazionalità tedesca.
Django viene immolato come il precursore della rivolta degli schiavi nel sud e, grazie alla sua intelligenza riesce dove nessuno ha neanche mai osato.
Ma la trama è il dettaglio meno accattivante di questo incredibile film completamente affine con lo stile splatter, eclettico ed imprevedibile del regista il quale, dopo averci sempre abituato ad un profumo western nei suoi gang movies, questa volta trasferisce le guerre tra gang sul Mississipi. (Django è uno schiavo nero che indossa occhiali da sole)

La fotografia è a dir poco impeccabile, ogni dettaglio è curato fino all’esasperazione: nulla è lasciato al caso.
Chi poteva girare un western con sottofondo rap?
Una nota di merito va ai principali attori, nessuno escluso, le cui interpretazioni arricchiscono di enfasi scene davvero complesse e ruoli molto studiati; non si potrebbe immaginare altro interprete che Samuel Jackson nel ruolo dello schiavo ruffiano.
La colonna sonora spazia da Morricone, al rap, alle musiche del Django originale e al main theme di “Lo chiamavano Trinità”.
Innumerevoli le citazioni dai film di Leone.

Consigliato caldamente.

Voto: 9½/10

 

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