VENERANDI AL CINEMA: LA COLLINA DEI PAPAVERI

La Fata Ignorante 31 ottobre 2012 0

“La collina dei papaveri” in lingua originale “Kokuriko-zaka kara” è l’ultimo piccolo gioiello dello Studio Ghibli che approderà in Italia come evento unico il 6 novembre dopo essere stato presentato al Future Film Festival di Bologna a marzo in lingua originale.

Questo film di animazione nasce come lungometraggio dell’omonimo manga adolescenziale del 1980 ed è già campione di incassi 2012 in Giappone ed incoronato “miglior animazione dell’ anno” al Tokyo Anime Award.

Il creatore Goro Miyazaki segue ampiamente le orme del padre, Hayao Miyazaki, incantando e commuovendo con un’animazione old fashioned e una colonna sonora superba, seppur il lavoro rimanga meno complesso ed articolato probabilmente anche per esigenze di trama.

Siamo nel Giappone del 1963 durante gli onerosi preparativi in vista delle olimpiadi di Tokyo, che obbligarono il paese ad un’opera di modernizzazione del costo di 620 milioni di euro. In questo scenario ricco di fermento, sboccia una tenerissima e malinconica storia d’ amore tra due adolescenti uniti dal comune desiderio di impedire la demolizione del “Quartier Latin”: un vecchio edificio riservato ai club culturali studenteschi del post scuola.

Come nei peggiori “Harmony”, Umi, la protagonista, scopre che l’amato potrebbe essere suo fratello ma il sentimento è talmente profondo da avere la meglio sulla ragione e a portarla ad indagare sulla verità scoprendo così la triste condizione di miseria e sopravvivenza del periodo bellico.

La trama non è delle migliori, davvero troppo nostalgica e prevedibile, ma è solo da contorno a scenari più interessanti come la guerra di corea del 1950 in cui il Giappone inviò supporto navale, la conservazione dei beni culturali per il rispetto della memoria e il bisogno dei giovani di avere salde radici per poter crescere con coscienza soprattutto in uno stato che ha fatto dell’avanguardia il proprio carattere distintivo.

E’ interessante anche notare l’organizzazione e lo spirito di gruppo dei sedicenni giapponesi: pur di preservare il loro rifugio didattico si riuniscono e cimentano in un restauro degno di un’impresa edile…una realtà non familiare in Italia.
 
Consigliato solo agli animi gentili.

 
Voto:8+/10

 

(NB: Immagine di copertina realizzata da La Fata Ignorante stessa con base di partenza uno scatto di m4tik)

 

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